Portale di Ateneo - Unibs.it

12 gennaio 2004

Messaggio

Gentile Direttore, da otto anni frequento la biblioteca, prima come studente, ora come operatore del diritto.
Sono, ora, a esprimere il mio disappunto verso il nuovo orario della biblioteca, in particolare per la chiusura anticipata (alle 16!!) del venerdì.
Ciò mi sembra sintomo di miopia e scarsa sensibilità nei confronti delle esigenze degli utenti. Non credo poi che l'ampliamento del servizio prestiti possa compensare la riduzione dell'orario di apertura.
Non solo studenti universitari frequentano la biblioteca, ma anche professionisti, praticanti, studenti-lavoratori.
Si tratta, cioè, di categorie che devono ritagliarsi a fatica il tempo per potere effettuare ricerche per la propria attività, o per la preparazione a esami universitari, o concorsi ed esami di stato.
Si tratta di persone che stanno investendo sul proprio futuro, a prezzo di grandi sacrifici.
Il fatto è che proprio il venerdì pomeriggio è l'unico momento in cui la maggioranza dei datori di lavoro e degli studi professionali concede ai propri dipendenti e collaboratori tempo libero per studiare.
Il nuovo orario impedisce a tutte queste persone di frequentare la biblioteca, privandoli di fatto di un apporto essenziale per la propria crescita professionale, in contrasto con i fini istituzionali di ogni Università, oltre che del buon senso.
Era piuttosto da aspettarsi che l'angustia degli spazi, e la pessima situazione logistica fosse compensata da una maggiore fruibilità temporale dell'ambiente.
Ci si trova, invece, in spazi ristretti che ora non possono essere più frequentati da chi ne ha bisogno, e forse più di altri.
Ciò mi pare assurdo e vergognoso.
Se ha voglia di dare un'occhiata agli orari delle biblioteche universitarie delle altre città, vedrà che risultano ben più fruibili della nostra in termini di orari e servizi.
Penso a Bergamo, Trento, Verona, Padova, per elencare le più vicine e piccole, per non parlare poi di Milano, Torino, Genova e del resto d'Italia, al cui confronto risultiamo utenti di serie B.
Cosa che i giuristi bresciani di certo non sono.
Addirittura queste biblioteche sono aperte anche di sabato: non ho mai capito perché a Brescia non sia mai stato possibile, visto che è la cosa più normale di questo mondo l'apertura anche al sabato di uffici pubblici.
Spero allora in una modifica in senso estensivo dell'orario di apertura, per non dovere vergognarmi ancora di più della mia biblioteca, in cui ho sacrificato ore e ore degli anni della mia giovinezza, e a cui tutto sommato resto ancora affezionato.

Cordialità,
Messaggio firmato

Risposta

Egr. Dottore,

il suo messaggio tocca elementi reali e di certo molto rilevanti; cercherò qui di seguito di rispondere alle problematiche da lei sollevate.
Senz'altro la biblioteca non viene frequentata solo da studenti universitari, ma da un pubblico ben composito. Anche a tali utenti esterni la biblioteca ha cercato negli ultimi anni di dedicare una costante attenzione, sia aumentando le risorse disponibili sia organizzando in maniera diversa il processo di acquisizione delle medesime. Tale sforzo sembra aver dato buoni frutti, se si considera che le malleverie per l'accesso al servizio di prestito sono passate dalle 99 del 2000 alle 261 del 2002 (su un totale di 859 nuovi iscritti). Gli utenti istituzionali godono comunque di una attenzione privilegiata all'interno dell'utenza complessiva della biblioteca, per il semplice motivo, come ben sa, che pagano le tasse di iscrizione, con le quali la biblioteca incrementa le proprie dotazioni, in funzione delle loro esigenze. La recente modifica dell'orario di servizio e di prestito non è stata frutto di una decisione estemporanea o improvvisata, ma ha cercato di rispondere proprio a tali esigenze. Già nel 1999 la biblioteca aveva aumentato l'orario del servizio di prestito di 2 ore e 30 minuti (passando dalle 27:30 alle 30 ore di apertura settimanali);nonostante ciò, insistenti sono sempre state le richieste degli utenti di prolungare l'orario di tale servizio, e soprattutto di estenderlo alla pausa pranzo. In una tesi svolta nell'anno accademico 2001/2002 presso la Facoltà di Economia dal titolo: La soddisfazione dell'utenza di una biblioteca: Il caso della BCI di Economia e Giurisprudenza dell'Università di Brescia, a pag. 64 è possibile leggere: " l'orario di apertura è considerato buono, con una media che sfiora i '5' punti nel caso degli utenti che studiano in biblioteca, mentre è di '5,41' punti [su una scala di misurazione di '7', nota mia] per coloro che si recano in sede per le ricerche utili alla tesi di laurea"; un elemento da migliorare è invece l'orario dello sportello prestito libri; più del 20% dell'intero campione ha, infatti, nella sezione dedicata ai Suggerimenti, avanzato la richiesta di prolungarne l'orario di apertura, facendolo coincidere con l'orario di apertura al pubblico della biblioteca e, eventualmente, permettere agli utenti l'accesso alla BCI anche il sabato mattina?.Premesso che l'apertura del sabato è resa non praticabile sia dalla chiusura dell'intero stabile in cui la biblioteca è ospitata, sia dalla situazione di organico, ci siamo attivati per cercare, con le forze disponibili, di rispondere a tale esigenza. Il gruppo di lavoro (di cui facevo parte) ha verificato, alla fine del suo percorso, l'impossibilità di far coincidere l'orario del servizio di prestito con l'orario di apertura al pubblico: la situazione di organico e le molteplici attività in cui il personale è coinvolto, non lo consentiva. Abbiamo allora cercato di rispondere alla richiesta di fornire il servizio di prestito durante la pausa pranzo, di modo che gli studenti (ma, presumevamo, anche gli utenti esterni), liberi da impegni di frequentazione delle lezioni e di lavoro, potessero in questo arco di tempo accedere al servizio. Ciò ha richiesto un incremento del numero di persone ad esso dedicato (passate da due a tre, più l'appoggio degli studenti 150 ore), con conseguente necessità di ridurre " per il minor tempo possibile" l'orario di apertura. Sulla base dei dati di afflusso alla biblioteca (che monitoriamo costantemente, e che sono riportati nella Tesi di laurea citata) è risultato che il Venerdì è il giorno della settimana che vedeva la minore affluenza; la fascia oraria meno frequentata è risultata quella dalle 16 alle 17.45, con una presenza media pari a 12 persone (a servizio di prestito chiuso e con una media di presenza nelle altre fasce orarie sempre superiore a 20 persone).Ne è scaturito l'orario attualmente vigente che, a fronte di una riduzione dell?orario di apertura settimanale di 1 ora e 45 minuti, vede un aumento effettivo dell'orario del servizio di prestito di ben 8 ore e mezza, per un totale di 38 ore e 30 minuti di apertura settimanali.Non è questa ovviamente la situazione ideale; come lei ricorda ben diversa - e a me nota - è la situazione in altre biblioteche universitarie. Ne' intendo sottostimare le critiche da lei avanzate. Mi premeva però precisarle le modalità ed i criteri con cui siamo giunti alla decisone in merito ai nuovi orari.La speranza è che nella prossima nuova, prestigiosa sede presso i Chiostri della Chiesa del Carmine, le esigenze da lei espresse possano essere soddisfatte, ma ciò dipenderà essenzialmente dall'Amministrazione Centrale (alla quale la sua lettera, unitamente alla mia risposta, verrà inoltrata) e dalle politiche di Governo in merito alle assunzioni.

Cordiali saluti.

 

Eugenio Pelizzari