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Ricerche del Dipartimento - Studi Sociali

Di seguito vengono presentate alcune ricerche del dipartimento.
  • Lo sviluppo della partecipazione sociale nelle organizzazioni di volontariato [Giancarlo Provasi e Ivana Pais]
    La ricerca, promossa dal Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, prende spunto da una precedente indagine basata sull’elaborazione dei questionari regionali compilati nel 2005 dalle associazioni di volontariato (i cui risultati sono stati pubblicati nel volume di Matteo Villa, La sfida della gratuità, Angeli 2008). L’indagine si propone di approfondire il tema della partecipazione sociale nelle associazioni di volontariato, con particolare attenzione al rapporto tra membership volontaria e attività di servizio, soprattutto nel coinvolgimento di nuovi volontari e nella gestione del ricambio generazionale. Inoltre, mira ad offrire ai membri e ai responsabili delle organizzazioni un quadro di possibili modelli, metodi e strumenti cui gli stessi possano ispirarsi per la propria azione nelle organizzazioni e nel territorio.
    La struttura dell’indagine prevede: interviste a testimoni privilegiati; studio di caso di 15 associazioni di volontariato, attraverso interviste a un responsabile e a un giovane volontario per ogni organizzazione; focus group con gli intervistati; diffusione dei risultati.
    La ricerca si concluderà nel mese di settembre 2009.
 
  • Dal bottone alla chiusura lampo: moda e innovazione nella manifattura dei bottoni in Italia dal Rinascimento al  XX secolo [Barbara Bettoni]
    Obiettivo principale della ricerca è quello di osservare come nel lungo periodo, dal Rinascimento al XX secolo, moda e innovazione si siano intrecciate nella manifattura italiana dei bottoni portando questo paese, tra Otto e Novecento, a guadagnare la posizione di leader mondiale nella produzione e nell’esportazione di bottoni di alta qualità. La ricerca si sviluppa nel lungo periodo tenendo conto di aspetti legati alla produzione del bottone senza, tuttavia, trascurare elementi che possano mettere in rilievo anche l’uso e le diverse modalità di “consumare” il bottone. Parte del lavoro è orientata alla ricostruzione delle fasi che hanno portato, nel corso degli ultimi secoli dell’età moderna, il bottone, inizialmente prodotto elitario, ad assumere anche forme che ne consentirono la diffusione tra i ceti sociali inferiori; parte della ricerca è orientata, inoltre, all’analisi  dell’emergere e dell’evolversi in forma distrettuale, in Italia, di alcuni dei principali centri produttivi di bottoni, chiusure lampo e accessori per l’allacciatura di abiti, calzature e pelletterie.
 
  • Modelli di consumo e stili di vita in Lombardia orientale nel corso dell’età moderna (secoli XVI-XIX) [Barbara Bettoni]
    Lo studio è orientato alla ricostruzione di modelli di consumo e di aspetti legati agli stili di vita e alla civiltà materiale nelle famiglie agiate della Lombardia orientale in età moderna. L’analisi, in chiave comparata, si fonda sullo studio di inventari post-mortem, polizze d’estimo, patti dotali di famiglie, non solo provenienti da un’estrazione aristocratica, ma anche dal ceto medio e medio alto (artigiani, bottegai e mercanti). Obiettivo principale della ricerca è quello di riuscire a individuare e descrivere quali siano stati, in contesti privi della presenza di un ambiente di corte in grado di orientare gusti e mode, i canali di importazione dei modelli di consumo ai quali il comportamento delle famiglie oggetto di studio risulta essersi uniformato.
 
  • Chiavi di lettura geografica applicate all’ambiente [Antonella Pietta]
    Il presente lavoro mira a rileggere alcune riflessioni che hanno percorso il recente dibattito geografico sull’ambiente e rifocalizzarne, in un certo qual modo, la problematica di base. Ci riferiamo in particolare all’ampio corpus di riflessioni, ormai consolidate, sulla categoria di territorio, visto come sistema complesso, caratterizzato dall’intreccio di relazioni ecosistemiche e socio-economiche. Mediante gli approfondimenti proposti è possibile stimolare un ampliamento di quello che di solito viene pensato come oggetto dell’analisi ambientale: non più solo il mero sostrato fisico o, nelle visioni più aperte, la semplice componente naturale, da analizzare e monitorare separatamente da altre componenti, ma l’intero insieme di relazioni che lega aspetti naturali e antropici, che costituisce il contesto territoriale in cui ogni analisi ambientale dovrebbe essere inserita. In questo senso una lettura più marcatamente territoriale porta a complessificare e contestualizzare l’analisi ambientale verso la considerazione di altri ambiti di riflessione, tra cui l’attenzione verso la complessità ecosistemica, l’esame di aspetti qualitativi, l’apertura alle dinamiche socioeconomiche, l’inclusione di studi centrati sugli aspetti soggettivi, quali la percezione e la consapevolezza dei problemi ambientali, l’introduzione di indicatori con standard di riferimento scelti criticamente sia rispetto agli aspetti sociali e legislativi sia alle resilienze ecosistemiche. Con l’ausilio dell’analisi geografica è inoltre possibile focalizzare l’attenzione sulle relazioni che intercorrono tra luoghi diversi e appuntare il proprio interesse sulle diverse scale geografiche che caratterizzano i fenomeni ambientali. In questo senso la riflessione geografica può contribuire a dilatare le scale e le modalità dell’analisi ambientale. Includendo più scale geografiche lo studio si apre alla considerazione delle reti lunghe che connettono sia da un punto di vista socioeconomico sia ecosistemico il territorio locale con il livello globale e consente di pervenire a una visione più approfondita e completa delle reali condizioni e pressioni ambientali. Scala locale e globale si configurano quindi come due dimensioni imprescindibili dell’analisi ambientale, tra loro complementari ed entrambe necessarie, per riuscire a descrivere, da un lato la salute locale degli ecosistemi e, dall’altro lato, l’entità totale di ecosistemi globali di cui ogni attività economica fa uso, in termini di risorse e servizi naturali, attingendoli ed importandoli da territori anche molto distanti. La ricerca si sviluppa lungo due piani tra loro complementari: un primo livello di approfondimento riguarda la riflessione teorica, che muove dall’analisi della letteratura, per giungere ad elaborare alcuni spunti e suggerimenti di rilettura critica, e un secondo piano, maggiormente applicativo, che prevede la selezione di un caso studio, ossia di un ambito territoriale, analizzato a diverse scale, su cui testare, a livello pratico di calcolo e di analisi effettiva della componente ecologica, i risultati e gli spunti emersi dalla riflessione teorica.
 
Il gruppo di ricerca GECS-Research Group on Experimental and  Computational Sociology (www.eco.unibs.it/gecs), coordinato dal dott.  Flaminio Squazzoni, sulla scia di un FIRB 2003 sulla reputazione  finanziato dal MIUR e in corso di chiusura nel 2009, sta indagando il  ruolo della reputazione e della fiducia nell'emergere di cooperazione  fra individui, tramite il ricorso a una metodologia innovativa che  combina esperimenti in laboratorio e simulazioni al computer.