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Rilievi del Collegio dei Revisori dei Conti

  • Regolamento missioni

Si evidenzia che non risulta riscontrato il rilievo formalizzato nel Verbale del Collegio dei Revisori dei Conti n. 17 del 19/20 dicembre 2013, nel quale veniva evidenziato che:
 “Il Collegio ritiene che l'Ateneo debba disciplinare il rimborso delle spese per le missioni senza creare divaricazioni sostanziali rispetto alla disciplina vigente nei comparti dello Stato e degli altri enti ricompresi conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuato dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Con specifico riguardo alla concreta determinazione delle spese concretamente rimborsabili e delle soglie finanziarie delle spese ammissibili, si ritiene che le finalità di contenimento della spesa (che comporta per l'Ateneo l'obbligo di programmare ed assumere una spesa complessiva annuale non superiore al 50% di quella sostenuta per l'esercizio 2009, in ossequio alla norma imperativa contenuta nell'art.6, comma 12, D.L. n. 78/2010) impongano un atteggiamento particolarmente prudente.
In questo quadro si segnalano alcune perplessità in merito alla previsione di un rimborso di spese per beni e servizi genericamente connesse allo scopo della missione (sino a 50 euro al giorno) e alla previsione di tetti di spesa per vitto mediamente superiori a quelli previsti nei disciplinari dei comparti di vertice dell'amministrazione pubblica. Si segnala infine che in forza di plurime previsioni normative succedutesi nel tempo (cfr., in particolare, l'articolo 36 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e, da ultimo, l'art.41, comma 7, D.L. 30/12/2008 n. 207) i rimborsi spesa nel comparto pubblico non sono ad oggi suscettibili di aggiornamento al costo della vita”.

Motivazioni del mancato adeguamento: con delibera n. 262/15611 del 28/10/2013, il Consiglio di Amministrazione, acquisito il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, il cui Presidente impegna tutto il collegio a una puntuale riflessione in merito alle previsioni regolamentari e alla normativa generale in materia, ha deliberato di rinviare l'approvazione del Regolamento di Ateneo per le missioni, impegnandosi ad approvarlo in via definitiva nella seduta successiva, dopo aver preso atto degli approfondimenti prodotti dal Collegio stesso.
L’ateneo ha così proceduto ad effettuare una valutazione comparativa con i regolamenti vigenti in un campione di altri 8 Atenei pubblici italiani, verificando che le tipologie di spese ammesse a rimborso e i relativi importi non fossero disallineati, tenuto conto altresì che nessuna normativa in vigore imponeva limiti di rimborso specifici per il settore universitario, stante la vigenza dei principi di autonomia che lo caratterizzano. Per quanto riguarda la previsione di un eventuale rimborso documentato per beni e servizi, nel precisare che in base al Regolamento missioni esso è ammesso solo in casi prestabiliti e strettamente connessi allo scopo della missione, si evidenzia che il limite massimo previsto di 50 euro si riferisce complessivamente all’intera missione e non al singolo giorno di durata della stessa. Inoltre, la maggior parte delle missioni effettuate grava su fondi di ricerca o di attività conto terzi ai quali non si applicano le misure di contenimento della spesa di cui all’art. 6, comma 12, del D.L. n. 78/2010.
Ciò premesso, nella successiva seduta del Consiglio di Amministrazione, in data 20 dicembre 2013, con delibera n. 263/15645, il Collegio dei Revisori dei Conti ha rilevato alcune problematiche derivanti dal quadro normativo di riferimento. Il Presidente del Collegio ha in particolare evidenziato la necessità di procedere con cautela nella individuazione dei tetti di spesa ammissibili per il rimborso. Di conseguenza, dopo approfondita discussione che ha orientato il Consiglio di Amministrazione a ridefinire al ribasso, rispetto a quanto presentato nella seduta precedente, il valore del rimborso per il vitto per la classe A e a precisare il tetto massimo per la spesa in hotel a 4 stelle, è stato approvato l’attuale regolamento ad oggi in vigore.

 

 

  • Modifiche statutarie CoDAU

Si evidenzia che non risulta riscontrato il rilievo formalizzato nel Verbale del Collegio dei Revisori dei Conti n. 19 del 24 marzo 2014, che evidenziava quanto segue:
"Con riguardo all’intervenuta approvazione della Deliberazione n. 263/15657 (Approvazione modifiche statutarie CoDAU – Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie), premesso che il Collegio si era riservato di svolgere approfondimenti sugli aspetti giuridici concernenti il rapporto tra l’ente universitario e il CoDAU, si formulano le seguenti osservazioni, che risultano condivise dal terzo membro del Collegio, dott. Carlo Messina.
- Il contenuto dell’art.2 comma 2, alinea 1 dello Statuto del CoDAU pone problemi di tenuta sistematica, atteso che la norma (rubricata “Finalità del CoDAU”) prevede lo svolgimento - da parte del Convegno, che risulta un’associazione non riconosciuta di diritto privato - di attività di coordinamento e di indirizzo nella gestione delle Istituzioni universitarie in assenza di una disposizione legislativa di riferimento.
- Analogamente suscita perplessità il contenuto dell’art. 1, comma 2 dello Statuto nella parte in cui i soci del CoDAU vengono individuati nei Direttori Generali delle Istituzioni Universitarie “…in rappresentanza delle Università….”.
Si osserva infine che la collaborazione tra l’associazione e l’Ateneo non può determinare riflessi finanziari (contributi all’associazione, spese per missioni e altre) che si pongano in contrasto con i limiti imposti dall’ordinamento".

Motivazioni del mancato adeguamento: come si desume da una lettura sistematica e integrale dello statuto dell’associazione, il CoDAU non vuole sostituire il ruolo di rappresentanza legale e istituzionale riservato ai Rettori delle Università e all’associazione di rappresentanza degli stessi quale è la CRUI-Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Ciò appare in particolare da quanto previsto al secondo periodo dell’art. 1, comma 2, dello statuto CoDAU laddove si prevede che i Direttori generali possano rappresentare nell’associazione le istituzioni a cui appartengono, nel rispetto della rappresentanza legale delle istituzioni universitarie in capo alla figura del Rettore o alla figura statutariamente equivalente. Le finalità dell’associazione sono di natura collaborativa, propulsiva, di stimolo e sviluppo nonché formativa per i partecipanti tant’è che si ribadisce, al termine dello stesso art. 1, comma 2, che partecipano alla vita dell'associazione tutti i dirigenti delle Università italiane. Risulta peraltro che 83 atenei italiani pubblici e privati abbiano approvato la versione in oggetto dello Statuto CoDAU senza rilievi.

 

  • Regolamento CUG

Si evidenzia che non risulta riscontrato il rilievo formalizzato nel Verbale del Collegio dei Revisori dei Conti  n. 23 del 28 ottobre 2014, che evidenziava quanto segue:
“Il punto 3.2 delle linee guida ministeriali prevede inoltre che “l’amministrazione è invitata a consultare preventivamente il C.U.G. ogni qualvolta saranno adottati atti interni nelle materie di competenza (es.: flessibilità e orario di lavoro, part – time, congedi, formazione, progressione di carriera ecc.). E’ auspicabile che le modalità di consultazione siano predeterminate dal vertice dell’amministrazione, sentito il C.U.G., con atti interni (circolari o direttive)”.
L’organo è previsto dallo Statuto dell’Ateneo (art. 5), il quale rinvia alla legislazione vigente per le forme e modi della sua costituzione (art.7, comma 11).
Il Regolamento Generale di Ateneo (Decreto Rettorale n. 349/2012) prevede (art. 12) che “Il funzionamento del comitato è disciplinato da apposito regolamento, nel rispetto della normativa vigente e delle linee guida ministeriali”.
Poiché non risulta al Collegio l’intervenuta approvazione del regolamento per il funzionamento del predetto Comitato, si ritiene necessario, in linea con le direttive ministeriali, sensibilizzare l’Ateneo in merito alla necessità di provvedervi”.

Nel Verbale n. 33 del 28 dicembre 2015 il Collegio evidenziava inoltre che:
"Il Collegio prende atto, sulla base della comunicazione del dr. Domenicali, che il C.U.G. si è dotato di un regolamento interno di funzionamento, ma rileva, in linea con le direttive ministeriali, che è ragionevole che "[...] le modalità di consultazione siano predeterminate dal vertice dell’amministrazione, sentito il C.U.G., con atti interni (circolari o direttive)”.

Motivazioni del mancato adeguamento: nei Verbali del Collegio dei Revisori dei Conti n. 23 del 28 ottobre 2014 e n. 28 del 27 aprile 2015, si sensibilizzava l’Ateneo all’adozione di un regolamento di funzionamento del Comitato, in base alle previsioni dello Statuto e del Regolamento generale. Nell’informare che con nota prot. 31489 del 17/11/2015 il Direttore Generale ha ribadito la linea d’azione dell’Ateneo tesa a concordare una calendarizzazione semestrale di incontri, si evidenzia che il Regolamento per il funzionamento del CUG, previsto dall’art. 12 del Regolamento Generale di Ateneo, è stato approvato dal Comitato nella seduta del 14 dicembre 2011 ed è pubblicato sul sito di Ateneo nella sezione ad esso dedicata http://www.unibs.it/organizzazione/strutture-comitati-e-commissioni-di-ateneo/comitato-unico-di-garanzia/documenti-e-verbali-del-cug

 

  • Esternalizzazione del servizio di assistenza tributaria

Si dà atto della seguente osservazione del Collegio riportata nel Verbale n. 33 del 28 dicembre 2015:
"Il Collegio ha esaminato il contratto d’appalto, stipulato con lo Studio Commerciale Associato Bianchini – Magrini per il periodo 16/01/2014 – 15/01/2017 nella forma del cottimo fiduciario ex art. 125 D.Lgs. n.163/2006 (prezzo complessivo d’appalto: euro 45.000,00 + i.v.a. e cassa previdenza).
Il rapporto negoziale con l’operatore economico prevede l’assistenza in favore dell’Ateneo per la corretta redazione delle dichiarazioni fiscali e per un costante aggiornamento sulle novità in materia fiscale. E’ previsto che le attività dell’appaltatore si estendano alla formazione del personale.
L’attivazione del rapporto è stata giustificata, in particolare, in ragione della modificazione del regime di contabilità dell’Ateneo (dal sistema finanziario a quello economico – patrimoniale).
Premesso che le attività in relazione alle quali è stata prevista l’assistenza esterna risultano attività istituzionali e che pertanto gli uffici dell’ente devono essere in grado di svolgere in autonomia i relativi adempimenti, con l’eventuale supporto dell’amministrazione finanziaria e degli altri enti impositori, si osserva che risulta necessario valorizzare, nell’ambito del rapporto instaurato, la formazione del personale interno. Ciò allo scopo di assicurare autonomia gestionale per il futuro".

Motivazioni dell’Ateneo: il contratto di appalto in oggetto risulta articolato in una serie di prestazioni differenziate e complementari rispetto alle attività svolte in via ordinaria dagli uffici dell’ateneo a ciò preposti. In particolare, esso riguarda l’assistenza agli uffici per i dichiarativi fiscali, la cui predisposizione resta tuttavia interamente a carico degli uffici stessi, per l’applicazione della normativa fiscale che risulta estremamente complessa e specifica rappresentando fonte di possibili errori e conseguenti sanzioni pecuniarie talvolta dovute a differenti interpretazioni applicative da parte degli stessi uffici impositori, per l’assistenza saltuaria in materia di IVA e imposte doganali e per il servizio di informazione sulle novità fiscali al fine di consentire un’applicazione ed interpretazione rapida e certa della normativa di settore.
Oltre a ciò, il contratto prevede assistenza e consulenza nell’introduzione della contabilità economico-patrimoniale ai sensi del D.Lgs. 18/2012 e attività formativa a favore del personale dell’ateneo su specifici argomenti di natura fiscale, in caso di necessità.

 

  • Contratti di collaborazione coordinata e continuativa Zani e Gregorini

omissis

Si evidenzia che non risulta riscontrato il punto n. 4 dei rilievi formalizzati nel Verbale n. 27 del 10.4.2015. Segnatamente il punto nel quale veniva evidenziato che:

“[…]Poiché i contratti di collaborazione hanno durata biennale e non sono rinnovabili (dovendo secondo legge avere una durata limitata nel tempo ed essere attivati per esigenze straordinarie), risulta ragionevole, ad avviso del Collegio, che l’acquisizione delle attività specialistiche esterne sia coordinata funzionalmente con l’esigenza di poter continuare a svolgere le medesime attività con personale di ruolo. È quindi necessario che tra le attività contrattualmente previste sia compresa la formazione nei confronti del personale di ruolo dell’Ateneo”.

Si reitera l’invito a provvedere in merito.

Motivazione del mancato adeguamento: il Rettore ha ricevuto dal Responsabile del Servizio Risorse Umane una nota, qui allegata, e ne ha dato comunicazione al termine del Consiglio di Amministrazione del 04/11/2015.

Ultimo aggiornamento: 08/01/16, alle ore 10:49