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Biotecnologie cellulari e molecolari applicate al settore biomedico

Le Biotecnologie rappresentano il risultato dell'integrazione tra alcune discipline fondamentali della ricerca biologica quali: biochimica, microbiologia, genetica, biologia molecolare e cellulare, enzimologia ed immunologia.
I progressi della ricerca di base, associati alla necessità di una impostazione interdisciplinare delle problematiche scaturite in vari settori (biomedico, clinico, energetico, agro-alimentare ed ambientale) hanno contribuito, negli ultimi anni, a rendere più urgente lo sviluppo delle biotecnologie.
Esse hanno assunto ormai una grande importanza nell'ambito scientifico-tecnologico ed economico.
Per il loro potenziale innovativo le biotecnologie sono destinate ad avere una funzione chiave nello sviluppo di vari settori trainanti dell'economia.
Al di là delle conoscenze di base che possono scaturire da ricerche biotecnologiche, vi sono un numero sempre crescente di applicazioni soprattutto nel settore sanitario, un'area tra le prime a beneficiare dell'impatto delle biotecnologie.
Nuovi farmaci prodotti mediante ingegneria genetica o enzimatica sono stati introdotti sul mercato, mentre in campo diagnostico l'avvento degli anticorpi monoclonali ha rivoluzionato alcuni settori quali l'infettivologia e l'oncologia, mentre si fa sempre più reale l'utilizzo di sonde a DNA per la diagnosi di malattie ereditarie ed infettive.
In tutti i paesi tecnologicamente avanzati si è avvertita quindi la necessità di potenziare e/o creare ex novo capacità di ricerca biotecnologica.
L'Italia possiede già potenzialità non trascurabili in alcuni settori.
Tuttavia emerge la necessità di un'ulteriore potenziamento e particolare importanza deve essere assegnata alla formazione del personale cui affidare la realizzazione dei programmi di ricerca.
Oltre all'interscambio di informazioni è necessario garantire ai ricercatori la possibilità di acquisire direttamente nuove conoscenze ed esperienze in ambiti diversi.
Tale approccio si rende necessario al fine di garantire una formazione professionale interdisciplinare e non più settorializzata in competenze specifiche.

Durata: 

3 anni
È prevista la possibilità di un periodo formativo all'estero per un massimo di 18 mesi.

Informazioni sul dottorato
Coordinatore: 
Prof. Luigi Caimi