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28 anni dalla strage di Capaci

Anni fa ho tentato, il più sinteticamente possibile, di dare una definizione della mafia; ho detto che essa era una associazione a delinquere, con fini di illecito arricchimento per i propri associati, che si poneva come intermediazione parassitaria imposta con mezzi di violenza fra la proprietà e il lavoro, tra la produzione e il consumo, tra il Cittadino e lo stato.” Questo brano è tratto da una interpellanza parlamentare dell’On. Sciascia del 26 febbraio 1980. In tale interpellanza egli si richiamava a una mozione che proponeva di colpire la mafia negli illeciti arricchimenti. Come è noto Pio La Torre fece proprio questo intendimento fino a dare il proprio nome a una legge, voluta proprio per colpire gli arricchimenti mafiosi, e per questo venne ucciso dalla mafia

Anche Giovanni Falcone era convinto che le indagini sui patrimoni costituissero un perno fondamentale per il contrasto alla mafia “Seguite i soldi, troverete i mafiosi” diceva sempre e, anche per questo magistero Falcone venne ucciso a Capaci, insieme alla moglie Francesca Morvillo, e agli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, il 23 maggio del 1992.

Sono passati 40 anni dalle parole di Sciascia e 28 dall’omicidio di Falcone e tuttavia una delle conseguenze più paventate dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo riguarda proprio il rischio che le mafie si approprino indebitamente delle risorse necessarie per ridare slancio alla ripresa economica dei territori così duramente provati e necessarie soprattutto agli imprenditori che in quei territori oggi annaspano. Il rischio odierno conferma appieno la lungimirante correttezza delle loro visioni sulla smisurata capacità criminale di intermediazione parassitaria delle mafie.

Per questi motivi e perché i sacrifici di tante vite umane non rimangano sterili, la comunità deve farsi consapevolmente carico del fatto che la lotta alla mafia si affronta tutti insieme, mettendo a sistema competenze e capacità, ciascuno le proprie, anche sapendo accogliere e proteggere adeguatamente le vittime della criminalità organizzata, segnatamente quelle vittime che soffrono la prevaricazione mafiosa sul piano economico e produttivo.

UNIBS ha da tempo fatto proprio questo proposito, attivando con l’Università Cattolica del Sacro Cuore un accordo congiunto di impegno contro le mafie, nell’ambito della didattica e della ricerca, ma anche sottoscrivendo il patto costitutivo del network bresciano, siglato con molti partners istituzionali e del tessuto lavorativo, per il sostegno alle vittime di mafia e il contrasto a ogni illegalità di tipo mafioso.

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L’Università scende in campo contro le mafie. E parte dalla Sicilia

L'attuale situazione di emergenza impone di organizzare le commemorazioni in occasione del Giorno della Memoria delle vittime della strage di Capaci e di tutti i caduti per mano mafiosa in forma diversa rispetto al passato: anche l'Università degli Studi di Brescia accoglie l'appello della Fondazione Falcone ed espone, sabato 23 maggio, sulla facciata del Rettorato in Piazza Mercato, un lenzuolo bianco quale segno di unità nazionale nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata.

Segui l'evento alle ore 10:30 in streaming tramite il link: https://bit.ly/3g2JQlB

 

 

 

Venerdì, 22 Maggio, 2020