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Giustizia Predittiva: firmata la convenzione con la Corte di Appello di Brescia e il Tribunale Ordinario di Brescia

 

Brescia, 6 aprile 2018 | Sottoscritta, questa mattina, nel Salone Apollo del Rettorato, la convenzione sulla “Giustizia Predittiva” tra la Corte d’Appello di Brescia, il Tribunale ordinario di Brescia e l’Università degli Studi di Brescia.

Presenti il Presidente della Corte d’Appello, dott. Claudio Castelli, il Presidente del Tribunale, dott. Vittorio Masìa, il prof. Maurizio Tira, Rettore dell’Università degli Studi e il prof. Antonio Saccoccio, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza.

Finalizzato ad assicurare un’adeguata qualità della giustizia e a creare un raccordo di comunicazione e di interscambio con il territorio, il progetto “Giustizia Predittiva” intende fornire agli operatori del diritto e agli utenti la durata prevedibile di un procedimento e la probabilità di accoglimento di una domanda avanzata in una certa materia. 

Una qualsiasi parte, dunque, potrà sapere su quali tempi può fare realisticamente affidamento e quali sono i principi seguiti dai giudici, oltre che una casistica. La finalità è quella di rendere trasparente e pubblica la tempistica e, nel contempo, disincentivare tutte le domande con bassa possibilità di accoglimento.

Per la cernita dei provvedimenti e la fornitura dei dati necessari, saranno impegnate risorse interne della Corte di Appello, del Tribunale e dell’Università, nella comune prospettiva di trarre principi e casistiche per grandi branche di materie. In una prima fase il progetto sarà limitato alle seguenti materie: tribunale delle imprese (societario e industriale), fallimento e procedure concorsuali, appalti, contratti bancari, decreti ingiuntivi per recupero crediti, licenziamenti, contributivo, infortunistica sul lavoro.

 

Sarà in capo all'Università degli Studi di Brescia la creazione di un gruppo di lavoro composto da professori, ricercatori e laureati che sarà chiamato a fornire, sulla base dei provvedimenti, una banca dati a disposizione degli Uffici giudiziari. Attraverso banche dati condivise, è possibile, infatti, ottenere trasparenza nelle decisioni; ciascun giudice potrà così conoscere il livello di resistenza e di accoglimento dei propri provvedimenti e i cittadini potranno ricevere informazioni sui tempi prevedibili, sugli orientamenti giurisprudenziali dell’ufficio e sulla probabilità di accoglimento di una domanda avanzata in una certa materia.

 

Venerdì, 6 Aprile, 2018