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Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni solide | 19 marzo

Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

Sedicesimo appuntamento con il ciclo di seminari dell’Università degli Studi di Brescia sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: Pace, giustizia e istituzioni solide.
A livello globale, il numero di vittime di omicidi volontari si è attestato nel 2015 tra le 4,6 e le 6,8 vittime ogni 100mila persone, e persistono molteplici forme di violenza nei confronti dei bambini. In Italia, sono stati adottati molti provvedimenti per promuovere giustizia e istituzioni solide, ma resta bassa la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Il ciclo di seminari si rivolge alla cittadinanza e alla comunità universitaria con l’intento di esaminare ogni singolo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile della nuova agenda mondiale delle Nazioni Unite, per un’azione comune finalizzata al benessere, da coniugare con la preservazione del pianeta a vantaggio delle generazioni presenti e future.

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martedì 19 marzo 2019 ore 17:30

Ridotto del Teatro Grandecorso Zanardelli 9a - Brescia
 
Introduzione a cura di Antonello Calore, professore Ordinario di Diritto Romano - Università degli Studi di Brescia

Ospite: Moni Ovadia, uomo di teatro e attivista dei diritti sociali

 

 

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MONI OVADIA | Attore, regista, musicista e attivista politico, è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura e artisti della scena italiana. Ha trovato la sua forma espressiva più congeniale in una forma di “teatro musicale” ispirato alla cultura yiddish - che ha contribuito a far conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea – incentrato drammaturgicamente sulla figura del “musicista/attore”. 
Formatosi nei primi anni Settanta come cantante e musicista folk sotto la guida dell'etnomusicologo Roberto Leydi, ha prodotto nel tempo numerosi dischi di musica ispirata alla musica Klezmer, mediorientale e greca.
Nel 1993 si impone all’attenzione del grande pubblico con Oylem Goylem, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, osannato dalla critica e dal pubblico e prosegue negli anni proponendo spettacoli che esprimono la sua visione del mondo e i suoi ideali.
Le sue ultime produzioni lo hanno portato a lavorare sulle lingue e i dialetti, dapprima con alcuni spettacoli dedicati all’opera del poeta greco neoellenico Yannis Ritsos, poi in Sicilia, con la regia della tragedia di Eschilo “Le Supplici” in lingua siciliana e poi con l’interpretazione de “Il Casellante” di Andrea Camilleri e di “Liolà” di Luigi Pirandello.
E’ noto anche per il suo impegno politico e civile sempre in prima linea nelle battaglie a sostegno dei diritti e della pace, impegno suggellato da numerosi riconoscimenti.
E’ autore anche di numerosi saggi che riflettono su etica e spiritualità nonché sull’umorismo ebraico.
Giovedì, 7 Marzo, 2019