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VQR: l’Ateneo ai primi posti in 20 discipline scientifiche

L’Anvur, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, ha presentato martedì 21 febbraio a Roma il rapporto Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2011 – 2014.

Sono stati confrontati circa 118.000 prodotti di ricerca, valutati da 450 Esperti, riuniti in 16 GEV (Gruppi di Esperti della Valutazione), uno per ogni Area scientifica e coadiuvati da circa 14.000 docenti universitari e ricercatori italiani e stranieri. In tutto sono state valutate 96 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur) e 27 enti che volontariamente hanno deciso di sottoporsi alla valutazione.

Importanti risultati per l’Ateneo bresciano si sono rivelati già dalla prima analisi. Nella graduatoria della classe dimensionale di appartenenza, l’Università degli Studi di Brescia si è piazzata al 3° posto per l’ Area 01-Scienze Matematiche e Informatiche e al secondo posto per l’Area 03-Scienze Chimiche. Ma il fitto rapporto di numeri e tabelle rivela che all’interno delle 16 Aree sono ben trenta le discipline per le quali Brescia si colloca  nel primo terzo della graduatoria assoluta e/o di classe. Per venti di queste si trova in posizione “top 5” e  per cinque si guadagna addirittura il primo posto in classifica. Medaglie d’oro per la qualità della ricerca (VQR 2011-2014) all’Università di Brescia sono: CHIM/07-Fondamenti Chimici delle Tecnologie, MED/01 Statistica Medica, MED/44 Medicina del Lavoro, ING-INF/02 Campi Elettromagnetici e SPS/09 Sociologia dei processi Economici e del Lavoro. Un bel risultato per un Ateneo che il XVIII Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei Laureati Italiani posiziona già ai primi posti in Italia per tasso di occupazione dei laureati 2014, triennali (85%) e magistrali (92%), ad un anno dalla laurea. 

Ricordiamo che solo le discipline (settori scientifico disciplinari SSD) con una numerosità di addetti idonea a fornire almeno 5 prodotti (erano al massimo 2 i prodotti valutabili  per ogni ricercatore) sono stati incluse da ANVUR nelle tabelle. A seconda del numero dei ricercatori addetti ai singoli SSD, l’ateneo si è collocato fra quelli di piccola, media o grande dimensione.

L’analisi ANVUR della ricerca italiana fornita nel panorama internazionale rivela che la situazione nel nostro paese migliora praticamente ovunque, anche se rimangono  le differenze fra atenei del nord e del sud. Nel quadriennio 2011-2014 le migliori università si confermano  quelle settentrionali. I dati dimostrano che la qualità della ricerca italiana continua a crescere, per numero e impatto delle pubblicazioni prodotte così come per quantità di citazioni nel mondo. Una misura più precisa della qualità in termini di impatto dell’attività di ricerca di un paese è data dall’indicatore del numero di citazioni per pubblicazione (denominato comunemente “indicatore d’impatto”). Nel quadriennio 2011-2014 la ricerca italiana ha avuto un impatto medio superiore (9,7 citazioni per pubblicazione) a quello mondiale (6,3 citazioni per pubblicazione), europeo (8,1) e dei paesi OCSE (8).  Il dato diventa ancora più importante quando viene espresso per unità di spesa riservata al settore pubblico e all’istruzione , portandoci ai primi posti nel mondo insieme al Regno Unito e alla Spagna.

Venerdì, 3 Marzo, 2017