Portale di Ateneo - Unibs.it Portale di Ateneo - Unibs.it

XIX Rapporto AlmaLaurea su profilo e condizione occupazionale dei laureati dell’Ateneo

È uscito il XIX Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani che ha indagato, delle 71 Università aderenti al Consorzio, le performance formative di oltre 270 mila laureati nel 2016 ed ha coinvolto, per la parte relativa alla condizione occupazionale, 620 mila laureati di primo e secondo livello, nel 2015, 2013 e 2011 intervistati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. 

L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 4.246 laureati dell’Università degli Studi di Brescia. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2015 e contattati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2011 e coinvolti dopo cinque anni.

 

I LAUREATI TRIENNALI A UN ANNO DALLA LAUREA

L’Indagine ha coinvolto 1.480 laureati triennali del 2015 contattati a un anno dal titolo (nel 2016). Dal momento che una quota consistente di laureati di primo livello, complessivamente il 42%, prosegue il percorso formativo con la magistrale, vengono di seguito fotografate le performance occupazionali di coloro che dopo la conquista del titolo hanno scelto di non proseguire gli studi e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro. Isolando quindi i laureati triennali dell'Università di Brescia che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (56%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. Il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, anche quanti sono in formazione retribuita) è dell’87% (la media regionale è il 79%; la media nazionale, 68%), mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 9% (13% quello lombardo).

«Studiare all’Università degli Studi di Brescia si conferma un ottimo investimento – dichiara il Rettore, prof. Maurizio Tira -. Lo dimostrano le rilevazioni di Almalaurea sull’elevato tasso di occupazione dei laureati triennali e magistrali, superiore alla media regionale e nazionale».

Il 22% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 18% svolge un’attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). La retribuzione è in media di 1.281 euro mensili netti. Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato (richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e utilizzo nel lavoro delle competenze apprese all’università)? Sono 69 laureati su cento a considerare il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono.

 

I LAUREATI MAGISTRALI BIENNALI A UNO E A CINQUE ANNI DALLA LAUREA

I laureati magistrali biennali del 2015 contattati dopo un anno dal titolo sono 541, quelli del 2011 coinvolti a cinque anni sono 581.

A un anno

Il 92% dei laureati magistrali biennali del 2015, compresi anche coloro che sono in formazione retribuita, è occupato (la media regionale è il 79%; la media nazionale, il 71%). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 4%. 47 occupati su cento possono contare su un contratto a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 7% svolge un’attività autonoma. La retribuzione è di 1.387 euro mensili netti; il 52% ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo.

A cinque anni

Il 94% dei laureati magistrali biennali del 2011 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 2%.

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) sono il 63%, mentre svolge un lavoro autonomo il 23%. Le retribuzioni arrivano a 1.615 euro mensili netti; 57 laureati su cento ritengono la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che stanno svolgendo. Ma dove vanno a lavorare? L’89% dei laureati è inserito nel settore privato, il 10% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (2%). L’ambito dei servizi assorbe il 59%, mentre l’industria accoglie il 39% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Martedì, 16 Maggio, 2017