30 luglio: Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

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Il tentativo di contrastare normativamente la tratta degli esseri umani, sia a livello sovranazionale sia locale, è andato nel tempo assumendo forme diverse, soprattutto a causa dei continui e rapidi mutamenti del fenomeno nelle sue modalità realizzative, ferma restando la matrice criminale di carattere generale; anche le strategie di tutela delle vittime si sono modificate nel tempo, proprio a causa di queste diverse modalità di praticare lo sfruttamento che producono bisogni talvolta anche molto differenti fra loro con una condizione che le accomuna tutte, la condizione di estrema vulnerabilità e fragilità. D’altra parte è proprio la loro evidente vulnerabilità, abbinata alla pressoché totale incapacità di reagire alle vessazioni subite, che rende queste persone particolarmente attrattive per le organizzazioni criminali trafficanti in esseri umani.

Si tratta di situazioni che si manifestano in contesti sociali connotati da una forte capacità adattiva a livelli subumani di costrizione, per evitare di emergere ed essere, quindi, visivamente prima e normativamente poi, intercettate; dalla prostituzione al lavoro non regolamentato, dal traffico di organi umani all’impego nell’accattonaggio, dai matrimoni forzati all’indefinibile, e quindi incontrollabile, mercato del piacere a pagamento. La inevitabile ferita prodotta dalle violenze subite in tutti queste situazioni è ancor più dolorosa nel -purtroppo non infrequente- caso in cui riguardi persone di età minore ai 18 anni.

Se, per quanto concerne il contesto europeo, una certa omogeneità di visione esiste almeno in punto contrasto, le proposte normative di sostegno e tutela delle vittime esprimono approcci (e sensibilità) anche molto differenti.

L’Università degli Studi di Brescia, sottolineando in questa giornata la condizione di estrema sofferenza in cui vengono a trovarsi le vittime di tratta,  intende proseguire il proprio impegno - su diversi fronti - per contrastare tale situazione. Innanzitutto favorendo la conoscenza scientifica del fenomeno, e vogliamo qui ricordare alcune ricerche (fra le prime scritte nel nostro Paese) sul tema dell’utilizzo dei riti voodoo nella tratta delle donne centrafricane destinate al mercato del sesso italiano; in secondo luogo rinforzando la rete di contatto con le omologhe istituzioni, al fine di offrire possibili soluzioni di accoglienza e accesso agli studi a ragazze e ragazzi di paesi dove il rischio di coinvolgimento è particolarmente elevato; infine partecipando ai gruppi di studio e lavoro internazionali ove si producano strategie efficaci per il contrasto repressivo degli autori  e il supporto sociale alle vittime.

Ultimo aggiornamento il: 29/07/2021