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Energia solare termodinamica a basso costo: UniBs è partner del progetto SCARABEUS

Innovativi cicli termodinamici fondati sull’utilizzo di miscele a base di anidride carbonica per abbattere i costi del solare termodinamico. È questo l’obiettivo di SCARABEUS – Supercritical CARbon dioxide/Alternative fluids Blends for Efficiency Upgrade of Solar power plant: il progetto finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020, di cui l’Università degli Studi di Brescia è partner.

Ad essere interessato è l’Energy Technology Group del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale, di cui fanno parte il responsabile scientifico Prof. Costante Invernizzi, il Prof. Paolo Iora, l’Ing. Gioele di Marcoberardino e il tecnico di laboratorio Modestino Savoia.

Guidato dal prof Giampaolo Manzolini del Politecnico di Milano il progetto coinvolge altre tre università europee - University of Seville; City, University of London; Vienna University of Technology – e quattro aziende – Exergy, Kelvion, Abengoa e Quantis.

La tecnologia solare termodinamica è sempre più soggetta all’attenzione delle grandi aziende del settore energetico poiché garantisce una produzione elettrica 100% rinnovabile e programmabile.

Ad oggi tuttavia, i costi di produzione dell’energia elettrica con impianti solari termodinamici a torre si attestano intorno ai 150 €/MWh, risultando pertanto non competitivi.

Il progetto SCARABEUS mira a ridurre il costo di produzione dell’energia elettrica di questi impianti al di sotto dei 100€/MWh, aumentando l’efficienza dell’intero sistema mediante cicli innovativi di conversione dell’energia termica in energia elettrica con miscele di anidride carbonica (Co2-blends).

Lo sviluppo di un innovativo ciclo di conversione dell’energia termica in energia elettrica dove l’acqua è sostituita con miscele di anidride carbonica consentirà di migliorare l’efficienza del ciclo di potenza riducendone contemporaneamente le dimensioni e, appunto, i costi.

Per raggiungere questo ambizioso risultato, il gruppo di ricerca dell’ateneo bresciano è chiamato a identificare il miglior additivo per l’anidride carbonica e verificare sperimentalmente la stabilità termica delle diverse miscele di anidride carbonica individuate.

Le analisi preliminari svolte dal Politecnico di Milano e dall’Università di Brescia hanno valutato i possibili aumenti di efficienza legati all’utilizzo di nuove tipologie di miscele a base CO2 nell’ordine del 3-6%.

Ulteriori informazioni sul sito www.scarabeusproject.eu

Martedì, 21 Gennaio, 2020