Portale di Ateneo - Unibs.it Portale di Ateneo - Unibs.it

Giustizia e crimini omotransfobici: presentato rapporto di ricerca

Il 20 settembre 2018 il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia e Lambda Varsavia (Polonia), insieme ad altri venti partners di dieci diversi paesi europei, hanno ufficialmente presentato il rapporto finale di ricerca “Running through Hurdles: Obstacles in the Access to Justice for Victims of Anti-LGBTI Hate Crimes durante la conferenza internazionale "Breaking the barriers: Improving access to justice for victims of anti-LGBT hate crime" a Sofia (Bulgaria).

Lo scopo dello studio era indagare la situazione giuridica e sociale delle vittime di crimini d’odio di matrice omotransfobica e gli ostacoli che queste incontrano nell’accesso alla giustizia in dieci Stati membri dell’Unione Europea (Belgio, Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Polonia, Spagna e Regno Unito), arrivando così a coprire oltre un terzo dei paesi membri dell’Unione e circa il 40% della popolazione europea.

All’interno di un’analisi approfondita delle carenze istituzionali nel combattere e registrare i crimini d’odio di matrice omotransfobica e dell’offerta dei servizi di sostegno alle vittime, il rapporto cerca di rispondere alle seguenti domande: (1) Perché il numero di violenze denunciate è così basso? (2) Quali sono gli ostacoli alla denuncia? (3) Come sono protetti i diritti delle vittime? (4) Cosa fanno le autorità per incoraggiare le vittime e i testimoni a farsi avanti? (5) In che modo la polizia, le ONG e gli erogatori di servizi alle vittime sono formati sul tema? (6) Quali differenze si possono osservare nella risposta al fenomeno tra i diversi Stati oggetto dello studio?  

“In tutta l’Unione Europea, le persone LGBTI devono quotidianamente affrontare discriminazioni e violenze a causa del loro orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere o caratteristiche sessuali. La maggior parte degli episodi di violenza non sono denunciati e questo rende quasi impossibile perseguire i responsabili. Ciò inoltre fa sì che la reale portata del fenomeno sia sottostimata e le autorità non si impegnino a sufficienza per prevenire un problema che, all’apparenza, è numericamente trascurabile” ha dichiarato durante la presentazione Giacomo Viggiani, ricercatore del Dipartimento di Giurispruidenza, uno dei curatori della ricerca.

 

Giovedì, 20 Settembre, 2018