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Sistema immunitario e cancro: passi avanti grazie ai ricercatori dell’Università di Brescia

Importanti passi in avanti nella comprensione dei meccanismi che regolano l’interazione fra sistema immunitario e cancro sono stati compiuti grazie ad una ricerca scientifica effettuata da un’equipe di medici e ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia, che si  è guadagnata la copertina della prestigiosa rivista scientifica internazionale, Cancer Immunology Research (nella foto).

A condurre gran parte degli esperimenti sono state la Dr.ssa Raffaella Vescovi, la Dr.ssa Matilde Monti, il Dr. Mattia Bugatti e il Dr. Daniele Moratto, con la supervisione del Prof. William Vermi, docente all’Università degli Studi di Brescia ed afferente al Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale (DMMT) e all’Unità Operativa di Anatomia Patologica degli Spedali Civili di Brescia.

Lo studio, finanziato dall’AIRC, ha visto la partecipazione anche di altri gruppi di ricerca del DMMT guidati dal Prof. Paolo Bergese e dal Prof. Stefano Calza. Essenziale è risultato anche il contributo della Unità Operativa di Dermatologia (Dr.ssa Manganoni), e di Oncologia Medica (Dr.ssa Consoli) così come del Servizio Immuno-Trasfusionale (Dr. Almici e Dr.ssa Verardi) degli Spedali Civili di Brescia.

 I dati emersi dallo studio hanno dimostrato come nelle fasi avanzate del melanoma cutaneo, prodotti solubili rilasciati dalle cellule tumorali siano in grado di bloccare la generazione delle cellule dendritiche plasmocitoidi (PDC), partendo dalle cellule staminali del sangue, e di indurle a morte. Come risultato immediato di questo effetto, si assiste ad una drammatica riduzione delle PDC sia nel sangue che nei tessuti tumorali di pazienti affetti da melanoma metastatico.

I dati emersi possono suggerire come e quando impiegare alcuni farmaci anti-tumorali emergenti già in fase avanzata di sperimentazione nell’uomo. Tali farmaci sono in grado di attivare le cellule dendritiche plasmocitoidi con l’obiettivo di favorire la risposta anti-tumorale immuno-mediata. Infine, i ricercatori suggeriscono che gli ambiti di applicazione potrebbero non essere ristretti al melanoma avanzato ma interessare anche altri tumori solidi (carcinomi) ed ematologici (linfomi).

 

Giovedì, 24 Gennaio, 2019