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Riaccreditate le due Cattedre UNESCO attive presso le Università cittadine

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Tavolo dei relatori

Brescia si conferma città di eccellenza nel panorama accademico internazionale: ospita infatti due Cattedre UNESCO, che nel mese di marzo sono state riaccreditate fino al 2030 per l’impegno nella formazione, nella ricerca e nella cooperazione globale.

Le due Cattedre, attive presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi di Brescia, rappresentano un punto di riferimento nazionale e internazionale nei rispettivi ambiti.

La Cattedra UNESCO Formazione e rafforzamento delle risorse umane per lo sviluppo sanitario in Paesi a risorse limitate è stata istituita all’Università di Brescia nel 2014, e ha la missione di migliorare l'assistenza sanitaria e promuovere la cooperazione, la ricerca e la formazione nelle aree a risorse limitate. È diretta dal prof. Francesco Castelli con la prof.ssa Sabrina Sorlini.

Quella dell’Università Cattolica, denominata Education for Human Development and Solidarity Among Peoples, è stata accreditata nel 2018 e ha l’obiettivo di realizzare progetti di ricerca-azione per promuovere processi di sviluppo di attività di formazione e d’istruzione nei contesti del Sud del mondo, accompagnando lo sviluppo di risorse locali e favorendo i processi di collaborazione internazionali nella logica degli obiettivi dell’agenda delle Nazioni Unite 2030 e nella prospettiva dell’educazione per tutti. È diretta dal prof. Domenico Simeone.

Un terreno fertile, quello della città, che ha portato al recente riconoscimento di Brescia Learning City dall’UNESCO. Con queste due Cattedre, entra a pieno titolo tra le poche città italiane – insieme a Roma, Milano, Firenze, Torino, Napoli e Bologna – a vantare più di una Cattedra riconosciuta dall’UNESCO. Un risultato che testimonia la vocazione internazionale della città e la sinergia tra università, ricerca e territorio.

Le Cattedre UNESCO rappresentano un ponte tra conoscenza e cooperazione globale. Brescia dimostra come la ricerca e la formazione possano diventare strumenti concreti di pace e sviluppo sostenibile. 

Per celebrare questo importante traguardo, venerdì 3 luglio si è tenuto un incontro pubblico presso la Sala del Camino di Palazzo Martinengo delle Palle, che ha visto la partecipazione delle istituzioni cittadine, dei rappresentanti delle Università e della Commissione Nazionale UNESCO.

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del Vicesindaco di Brescia, Federico Manzoni, che ha introdotto i lavori sottolineando il valore educativo e culturale di questo riconoscimento per la città.

A seguire l’intervento di Anna Frattini, assessora alle Politiche educative del Comune di Brescia, che ha presentato il progetto “Brescia Learning City”, iniziativa che rientra nella rete globale delle città che promuovono l’apprendimento permanente come leva di sviluppo sociale e culturale.

Andrea Lenzi, Portavoce della Rete Italiana delle Cattedre UNESCO, ha poi illustrato il significato e il mandato di queste istituzioni accademiche, spiegando come la rete nazionale contribuisca a diffondere i valori dell’UNESCO attraverso la ricerca e la formazione.

A seguire è stata la volta della Cattedra UNESCO dell’Università degli Studi di Brescia, dedicata a “Alla formazione delle risorse sanitarie nei Paesi a risorse limitate.” A intervenire il nostro Rettore Francesco Castelli, chair della Cattedra, che ha presentato le attività di ricerca e cooperazione internazionale legate alla gestione sostenibile delle risorse idriche e alla tutela della salute pubblica.

Subito dopo Domenico Simeone, chair della Cattedra UNESCO dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia, ha illustrato le iniziative legate alla “Formazione, Sviluppo Umano e Cooperazione Internazionale”, che promuovono percorsi educativi e progetti di solidarietà a livello globale.

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