Studiare all’Università degli Studi di Brescia continua ad aprire le porte al mondo del lavoro. È quanto emerge dal XXVIII Rapporto sui Percorsi di laurea, presentato nell’ambito del convegno "Efficacia della formazione universitaria”, organizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea insieme all'Università degli Studi della Basilicata e al Ministero dell'Università e della Ricerca.
Il Rapporto 2026 ha indagato il profilo di circa 335 mila laureati e laureate nel 2025 sulla base delle 81 Università aderenti ad AlmaLaurea, restituendone un’approfondita fotografia delle loro principali caratteristiche. In particolare, il Rapporto sugli Esiti occupazionali della laurea ha coinvolto circa 700 mila laureati e laureate di 81 università, di primo e secondo livello, del 2024, 2022 e 2020 contattati/e, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
I dati occupazionali dei laureati triennali e magistrali dell’Università di Brescia si confermano anche quest’anno superiori alla media regionale e nazionale. Sale a 93,2% (90,9% nel 2025) la percentuale di laureati e delle laureate triennali che trova lavoro ad un anno dalla laurea (85% la media regionale), 90,3% (88% nel 2025) il tasso di occupazione dei laureati e delle laureate di secondo livello (84,9% la media regionale, 80,8% quella nazionale). In particolare, il 97% (94,1% nel 2025) dei laureati e delle laureate magistrali trova lavoro a cinque anni dalla laurea. In aumento anche le retribuzioni, che in media superano i 2 mila euro mensili netti per i laureati e le laureate di secondo livello a cinque anni dalla laurea.
«I risultati del Rapporto AlmaLaurea 2026 confermano la validità delle nostre scelte strategiche e la solidità della nostra offerta formativa, che si dimostra capace di rispondere prontamente alle sfide del mercato del lavoro – dichiara il Rettore, Prof. Francesco Castelli –. L’aumento del tasso di occupazione così come la crescita della percentuale di chi termina gli studi in corso e l'elevato grado di soddisfazione complessiva per l'esperienza universitaria testimoniano il nostro impegno nel garantire ai nostri studenti e alle nostre studentesse un futuro professionale solido e gratificante, supportato da retribuzioni superiori alla media».
BACKGROUND FORMATIVO, RIUSCITA NEGLI STUDI UNIVERSITARI, TIROCINI CURRICULARI, LAVORO DURANTE GLI STUDI E SODDISFAZIONE PER L’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
Il background scolastico dei laureati e delle laureate si differenzia dal dato nazionale per una minore provenienza dai licei (58,2% confrontato con un dato nazionale del 71,5%) ed una maggiore provenienza dagli istituti tecnici (35,2% confrontato con un dato nazionale del 20,3%). Il 61,3% di studenti e studentesse conclude il proprio percorso entro la durata prevista e un voto medio pari a 100,6 su 110. Una percentuale significativa, pari al 68,2%, ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari, mentre il 69,4% ha partecipato a tirocini formativi riconosciuti dal proprio corso di laurea. L’87,1% dei laureati e delle laureate è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’80,9% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L’83,8% dei laureati e delle laureate si dichiara complessivamente soddisfatto/a delle attività didattiche svolte. Più in generale, l’88,8% dei laureati e delle laureate si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. Il 71,7% dei laureati e delle laureate sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso ateneo, mentre il 9,1% si riscriverebbe allo stesso ateneo, ma cambiando corso.
ESITI OCCUPAZIONALI DELLA LAUREA - UNIVERSITÀ DI BRESCIA
L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 4.793 laureati e laureate dell’Università di Brescia. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati e delle laureate di primo e di secondo livello usciti/e nel 2024 e intervistati/e a un anno dal titolo e su quelle dei laureati e delle laureate di secondo livello usciti/e nel 2020 e intervistati/e dopo cinque anni.
LAVORO, I LAUREATI E LE LAUREATE TRIENNALI A UN ANNO DALLA LAUREA
L'indagine ha coinvolto 1.760 laureati e laureate triennali del 2024 contattati/e dopo un anno dal titolo (nel 2025).
Isolando quindi i laureati e le laureate triennali dell’Università di Brescia che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (43,3%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo.
A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati/e tutti/e coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è dell’93,2%, superiore alla media regionale (85%).
Il tasso di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti/e o intenzionati/e a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 3,5% (6,8% il dato lombardo).
Il 48% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 24,5% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. L’11,1% svolge un’attività in proprio (come libero/a professionista, lavoratore/lavoratrice in proprio, imprenditore/imprenditrice, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge l’8,6% degli/delle occupati/e. La retribuzione è in media di 1.682 euro mensili netti.
Il 69,9% degli/delle occupati/e considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Più nel dettaglio, il 64,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.
LAVORO, I LAUREATI E LE LAUREATE DI SECONDO LIVELLO A UNO E A CINQUE ANNI DALLA LAUREA
I laureati e le laureate di secondo livello del 2024 contattati dopo un anno dal conseguimento del titolo sono 1.058 (di cui 664 magistrali biennali e 394 magistrali a ciclo unico), quelli del 2020 contattati a cinque anni sono 997 (di cui 544 magistrali biennali e 453 magistrali a ciclo unico).
A un anno
Il tasso di occupazione dei laureati e delle laureate di secondo livello è pari al 90,3% (91,4% tra i magistrali biennali e 88,4% tra i magistrali a ciclo unico), superiore alla media regionale dell’84,9% (84,6% tra i magistrali biennali e 86% tra i magistrali a ciclo unico) e alla media nazionale dell’80,8%.
Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 3% (2,8% tra i magistrali biennali e 3,4% tra i magistrali a ciclo unico).
Il 34,5% degli/delle occupati/e può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre l’11,5% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 15,4% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Tra i/le magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 47%, 13,3% e 4,8%; tra i/le magistrali a ciclo unico sono pari rispettivamente a 11,8%, 8,3% e 34,5%. Il lavoro part-time coinvolge l’11% degli/delle occupati/e (4,6% tra i/le magistrali biennali e 22,7% tra i/le magistrali a ciclo unico).
La retribuzione è in media di 1.762 euro mensili netti (1.698 euro per i/le magistrali biennali e 1.879 euro per i/le magistrali a ciclo unico), superiore al dato nazionale (1.495 euro mensili). Il 77,6% degli/delle occupati/e ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 68,8% tra i/le magistrali biennali e il 93,4% tra i/le magistrali a ciclo unico); inoltre, il 71,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (62,9% tra i/le magistrali biennali e 86% tra i/le magistrali a ciclo unico).
A cinque anni
Il tasso di occupazione dei laureati e delle laureate di secondo livello del 2020, intervistati/e a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 97% (97,9% per i magistrali biennali e 96,1% per i magistrali a ciclo unico), superiore alla media regionale del 95,5% (95,3% per i/le magistrali biennali e 95,7% per i/le magistrali a ciclo unico) e alla media nazionale del 94,4%.
Il tasso di disoccupazione è pari all’1,7% (1,1% per i/le magistrali biennali e 2,4% per i/le magistrali a ciclo unico).
Gli/le occupati/e assunti/e con contratto a tempo indeterminato sono il 54,5%, mentre /le occupati/e assunti/e con un contratto a tempo determinato sono il 6,1%. Svolge un’attività in proprio il 17%. Tra i/le magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 77,2%, 5,1% e 11,6%; tra i/le magistrali a ciclo unico sono pari a 29,1%, 7,3% e 23,1%.
Il lavoro part-time coinvolge il 3,3% degli/delle occupati/e (2,2% tra i/le magistrali biennali e 4,5% tra i/le magistrali a ciclo unico). Le retribuzioni arrivano in media a 2.152 euro mensili netti (2.112 per i/le magistrali biennali e 2.196 per i/le magistrali a ciclo unico), anche in questo caso superiore al dato nazionale (1.903 euro mensili). Il 78,6% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (è il 70% tra i/le magistrali biennali e l’88,2% tra i/le magistrali a ciclo unico); il 71,3% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università (65,6% tra i/le magistrali biennali e 77,7% tra i/le magistrali a ciclo unico).
Ma dove vanno a lavorare? Il 59,5% dei laureati e delle laureate è inserito nel settore privato, mentre il 39% nel pubblico; l’1,1% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 72,5%, mentre l’industria accoglie il 26,6% degli/delle occupati/e; lo 0,4% lavora nel settore dell’agricoltura. L’87,2% è occupato nella regione sede dell’ateneo, il 9,9% in un’altra regione italiana, mentre il 2,3% lavora all’estero.

