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The Last Days. Il ghiacciaio dell'Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri

Presentazione: venerdì 16 gennaio 2026, ore 12:30. Durata della mostra: dall'11 dicembre al 21 gennaio
Sede di Ingegneria, via Branze 38

Grazie alla collaborazione con il Club Alpino Italiano di Brescia, fino al 21 gennaio 2026 nell’atrio di ingresso della sede di Ingegneria in via Branze 38 è allestita la mostra fotografica "The Last Days. Il ghiacciaio dell'Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri", racconto per immagini che documenta la fragilità del nostro tempo e la bellezza che ancora resiste, sospesa tra scienza, arte e consapevolezza ambientale.

Il progetto sarà presentato venerdì 16 gennaio 2026 alle ore alle ore 12:30.

Durante la presentazione interverranno:

  • Prof. Carlo Alberto Romano, Università degli Studi di Brescia
  • Renato Veronesi, Presidente del CAI Brescia
  • Michele Gusmeri, fotografo e autore del progetto 

THE LAST DAYS nasce dal desiderio di custodire gli ultimi segni della presenza glaciale nell’area dell’Adamello: un tributo e, al tempo stesso, un gesto di osservazione, cura e responsabilità verso le montagne e il loro fragile equilibrio. La fotografia diventa qui un atto di testimonianza, capace di unire lo sguardo sul presente a un impegno etico profondo, in sintonia con i valori del Club Alpino Italiano, che riconosce nella montagna un patrimonio da rispettare e proteggere.

Le immagini di Michele Gusmeri raccontano il ritiro del ghiaccio, le fratture, le vene d’acqua che scavano il tempo e la bellezza struggente di un paesaggio che si trasforma sotto i nostri occhi. Realizzato con un banco ottico e un obiettivo della metà dell’Ottocento, il progetto osserva il Ghiacciaio dell’Adamello come si faceva più di un secolo fa: con lentezza, meraviglia e rispetto. Se un tempo si celebrava la monumentalità del ghiaccio eterno, oggi si cercano le sue ultime tracce, che, secondo le previsioni dei modelli matematici messi a punto dal gruppo di ricerca del Prof. Ranzi, sono destinate ad estinguersi entro la fine di questo secolo.

La fotografia diventa così testimone e poesia: cattura ciò che resta e lo fissa in negativi e stampe fotografiche, tracce tangibili che resistono al fluire del tempo, lontane dall’aleatorietà delle immagini digitali. Ogni scatto è un frammento di futuro, un monito silenzioso che invita a riflettere su ciò che stiamo perdendo e su ciò che abbiamo ancora il dovere di salvare.

Parallelamente, i cineasti Matteo SandriniPaolo Guarneri hanno seguito il progetto passo dopo passo, restituendo nei loro cortometraggi, da un lato, le motivazioni, la fatica, la delicatezza e la complessità delle spedizioni fotografiche e, dall’altro, la connessione empatica che si crea tra la mente e il cuore di chi sceglie di immergersi nelle immagini e nei suoni del ghiacciaio.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della convenzione di collaborazione tra CAIBS e Università degli Studi di Brescia, che promuove attività condivise di ricerca, formazione e divulgazione sui temi della sostenibilità ambientale. In questo contesto, il CAI Brescia partecipa come Associated Partner dell’alleanza UNITA, rafforzando il dialogo tra università, territori montani e comunità europee.

L'UNESCO e la WMO (World Meteorological Organization) hanno lanciato il 2025 come l'Anno Internazionale della protezione dei ghiacciai. In questo contesto è nato il progetto voluto dal Cai Brescia che, grazie alla visione artistica e documentale delle fotografie di Michele Gusmeri, testimonia il drammatico arretramento della più vasta concentrazione di ghiaccio delle Alpi Italiane, il ghiacciaio dell'Adamello.

Un potente racconto visivo che conferma l’urgenza di una sfida ambientale senza precedenti, immortalando la bellezza effimera di un colosso di ghiaccio destinato a scomparire. Un toccante ritratto che mostra il ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi ultimi giorni. Secondo il modello matematico messo a punto dai ricercatori del nostro Ateneo, il ghiacciaio scomparirà entro la fine del secolo: le criticità ambientali dovute al cambiamento climatico lo stanno portando sempre più rapidamente al collasso con effetti ormai percepibili di anno in anno da chi frequenta i luoghi.

La mostra fotografica è aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 21 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00.

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