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11 febbraio Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

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Marika Vezzoli, Elvina Finzi, Amalia Ercoli Finzi e Anita Pasotti

L’Università degli Studi di Brescia (Commissione Genere nell’ambito del progetto STEM in Genere) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Comitato Pari opportunità e facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali), con il sostegno del Comune di Brescia (Commissione Pari Opportunità) e con il patrocinio del Seminario Matematico di Brescia (Centro di ricerca interuniversitario tra i due Atenei bresciani) ha organizzato l’evento “ALATE: DONNE IN VOLO NELLA SCIENZA” per celebrare la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. 

Il Ministero dell’Università e della ricerca ha infatti istituito dal 4 all'11 febbraio di ogni anno, la "Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche” al fine di sensibilizzare e di stimolare l'interesse, la scelta e l'apprendimento delle discipline STEM. L’auspicio è che questa iniziativa, segno tangibile di un impegno corale sul territorio, possa aiutare a far conoscere meglio e capire le diverse strade e possibilità che le giovani ragazze e le donne possono intraprendere per affermare il proprio inestimabile contributo nel mondo della matematica, dell’ingegneria, delle scienze e della tecnologia.

L’evento si è svolto nella mattinata di mercoledì 11 febbraio al Teatro Sociale del CTB, con talk e giochi rivolti alle classi delle scuole secondarie di secondo grado di Brescia e Provincia.

Ha aperto la giornata il talk “Dalle STEM alle stelle”, con Amalia Ercoli Finzi, pioniera dell’aerospazio, e sua figlia Elvina Finzi, ingegnera nucleare, che hanno dialogato su futuro, innovazione e talento femminile. Un incontro per immaginare nuove rotte tra conoscenza, sostenibilità e progresso. Nella seconda parte della mattinata, momenti di confronto con ricercatori e ricercatrici dell’Università degli Studi di Brescia e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e un gioco a quiz a premi.

L’iniziativa ha consolidato l’esperienza del progetto STEM in Genere dell’Università degli Studi di Brescia, giunto alla sua quarta edizione, che ha continuato a incidere in modo strutturale sul territorio delle province di Brescia e Mantova, diffondendo una cultura della parità sin dalle scuole primarie e secondarie. Il progetto ha raggiunto nel triennio 2022-2024 circa 13.800 bambini e bambine e un totale di 34 scuole raggiunte nello scorso anno.

Dal progetto STEM in GENERE si è originata l’idea di diffondere la proposta formativa anche a docenti e insegnanti per diffondere l’importanza della parità di genere all’interno del contesto scolastico e per incentivare un modello educativo basato sull’inclusione e sull’equilibrio tra i generi. In questa direzione la sinergia fra le due Università della città attivata con l’evento dello scorso anno di Alate, è proseguita con il progetto STEM in Genere Academy, coordinato dalla capofila Università degli Studi di Brescia che ha candidato e ottenuto il finanziamento dell’Avviso Pubblico promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Esso rappresenta un modello virtuoso di collaborazione accademica che permetterà di rafforzare il dialogo tra mondo universitario e scuole del territorio promuovendo una cultura della parità di genere.

STEM in Genere Academy propone un approccio didattico innovativo per l’insegnamento delle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) nelle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio bresciano. Il modello sviluppato unisce la trasmissione di competenze tecnico-scientifiche con la riflessione critica sugli stereotipi e i pregiudizi di genere, contribuendo così a rendere più inclusivo e motivante l’apprendimento delle materie STEM.

STEM in Genere Academy prevede 5 azioni cardine che si svolgono nell’arco di 24 mesi a partire dal primo marzo 2026.

Il progetto vuole investire in un’educazione scientifica e tecnologica ad alto profilo come componente essenziale di un processo di apprendimento continuo e libero da stereotipi di genere, rafforzando il bagaglio di conoscenze e competenze del corpo docente delle scuole secondarie di primo e secondo grado. È infatti in questi momenti di transizione scolastica che studenti e studentesse iniziano a orientarsi verso il proprio futuro. Destinatari e destinatarie diretti del progetto sono i/le docenti degli istituti secondari di primo e secondo grado che hanno sostenuto l’iniziativa fin dalla fase di coprogettazione e coloro che vorranno aderire nelle successive fasi di sviluppo e implementazione.  Un elemento decisivo per la realizzazione del progetto è la collaborazione tra l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore che porterà nel progetto il valore delle proprie rispettive competenze.

“La presenza di Amalia Ercoli Finzi ed Elvina Finzi rappresenta un segnale forte dell’impegno dell’Università degli Studi di Brescia nel promuovere una cultura scientifica inclusiva e attenta alle pari opportunità – dichiara la Presidente della Commissione Genere di Ateneo Prof.ssa Marika Vezzoli -. Le loro esperienze mostrano come talento, competenza e passione non abbiano genere e quanto sia fondamentale offrire modelli autorevoli e visibili alle giovani generazioni. Ascoltare anche le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori significa dare concretezza alle politiche di genere nelle STEM, creando occasioni di confronto e ispirazione affinché ragazze e ragazzi possano immaginare e costruire il proprio futuro nella scienza senza barriere”.

La sinergia tra le due università presenti sul territorio di Brescia è il motore di Alate e del nuovo progetto STEM in Genere Academy: un’alleanza che mira a costruire una rete di competenze, ricerca e passione per le materie STEM, capace orientare le nuove generazioni in un orizzonte di equità”. Ne è convinta Stefania Pagliara, docente di fisica dell’Università Cattolica. “La storia e la mia stessa esperienza di ricercatrice in fisica mi hanno convinta che la scienza cresce nel dialogo e si rafforza nel confronto. La presenza femminile nella scienza non è solo una questione di parità di genere, ma un vero catalizzatore che stimola nuove intuizioni, accende la ricerca  e accelera il progresso scientifico.”

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