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Osservatorio Benessere Organizzativo e promozione della Salute

OSSERVATORIO INTERDIPARTIMENTALE SUL BENESSERE ORGANIZZATIVO E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE  (OsBOPS)

Istituito con delibera del Consiglio del Dipartimento del 21.01.2014, con sede amministrativa c/o il Dipartimento di Scienze cliniche e sperimentali

Referente Scientifico: Prof. Alberto Ghilardi

Docenti Proponenti:

Prof. Alberto Ghilardi, Professore Ordinario di Psicologia Clinica (DSCS) Referente Scientifico
Dott. Luca Falciati, Ricercatore di Fisiologia (DSCS)
Prof. Massimiliano Gobbo, Professore Associato di Fisiologia (DSCS)
Prof.ssa Debora Brignani, Professoressa Associata di Fisiologia (DSCS)
Prof.ssa Caterina Muzzi, Professoressa Associata di Organizzazione Aziendale (DEM)
Prof.ssa Francesca Malzani, Professoressa Ordinaria di Diritto del Lavoro (DIGI)
Ing. Diana Rossi, Ricercatrice di Impianti Industriali Meccanici (DIMI)
Ing. Filippo Marciano, Collaboratore alla didattica nell'ambito degli Impianti Industriali Meccanici (DIMI)
Prof.ssa Chiara Buizza, Professoressa Associata di Psicologia Clinica (DSCS)
Prof.ssa Donatella Placidi, Professoressa Associata di Medicina del Lavoro (DSMC)
Prof. Giuseppe Tomasoni, Professore Associato di Impianti Industriali Meccanici (DIMI)  
Dott.ssa Manuela Rossini, Psicologa del Lavoro
Prof. Marco Alberti, Professore Onorario

Tematiche e Attività

La caratterizzazione interdipartimentale dell’Osservatorio ne prevede una articolazione che integri interdisciplinarmente le diverse competenze dei suoi componenti. Esso si svilupperà utilizzando una matrice di tipo psicologico-organizzativo, di applicazione dei contributi delle neuroscienze per un ottimale interazione uomo-ambiente, con costante riferimento al quadro giuridico di riferimento (normativa legale e contrattuale, orientamenti della giurisprudenza) ed all’uso dei metodi e strumenti per la promozione del benessere, promuovendo le seguenti aree di indagine:

1. le fonti di rischio psicosociale: stress lavorativo. Promuovere il benessere organizzativo attraverso la mappatura delle aree funzionali e disfunzionali delle organizzazioni ed i relativi interventi a livello di singoli lavoratori e dell’organizzazione;

2. le fonti di rischio psicosociale: mobbing. Promuovere il benessere organizzativo attraverso la rilevazione di criticità quali bullying at work ed in generale le patologie relazionali in ambiente di lavoro e l’implementazione di interventi ad hoc sui gruppi coinvolti;

3. la salute mentale sul luogo di lavoro: promuovere il benessere occupazionale, attraverso l’individuazione di situazioni a rischio per la salute psicologica del lavoratore e la messa in atto di interventi protettivi, sia a livello individuale, sia a livello organizzativo;

4. l’invecchiamento attivo sui luoghi di lavoro: promuovere il benessere psico-fisico degli over 50 indagando, attraverso le best practice, i fattori portatori di significato individuale ed organizzativo alla base delle politiche di active ageing e di smart ageing, collegandosi in partnership con progetti in corso sul medesimo tema;

5. L’impatto dello smart working e delle nuove tecnologie sugli ambienti di lavoro ed il benessere occupazionale;

6. la leadership orientata al benessere organizzativo: analisi di tipo preventivo sugli stili di leadership in azienda, la cultura ed il clima aziendali e le dinamiche di partecipazione al decision-making da parte dei lavoratori in una prospettiva well-being oriented;

7. politiche di work life balance: promuovere la tutela della salute psicofisica e il benessere individuale ed organizzativo attraverso l’analisi delle politiche volte a migliorare l’equilibrio tra vita personale e professionale dei lavoratori anche in un’ottica di diversity management.

8. gli obblighi del datore di lavoro di fronte ai rischi emergenti: studio della legislazione prevenzionistica nel costante rapporto con le evoluzioni della giurisprudenza sul contenuto dell’obbligo di sicurezza e le responsabilità del datore di lavoro;

9. benessere lavorativo e tecniche promozionali: valorizzare la diffusione delle buone prassi e della responsabilità sociale dell’impresa e indagare il loro rapporto con l’obbligo di sicurezza del datore di lavoro e della non violenza sui luoghi di lavoro.

10. indagare il livello di implementazione dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza nelle organizzazioni, anche al fine di valutare il safety climate e la safety culture all’interno delle stesse ed il conseguente impatto sul benessere dei lavoratori;

11. ergonomia dei sistemi di lavoro: diffondere i principi, i metodi e gli strumenti, prioritariamente definiti dalle norme tecniche internazionali e nazionali, per la progettazione e la valutazione ergonomica dei posti di lavoro, considerando gli aspetti antropometrici, biomeccanici e cognitivi, e dell’ambiente di lavoro, considerando l’influenza degli ambienti termo-igrometrico, sonoro, luminoso, chimico e della qualità dell’aria;

12. usabilità dei prodotti: promuovere le finalità e le modalità di progettazione a misura d’uomo di prodotti, strumenti e dispositivi utilizzati negli ambienti di lavoro e di vita, al fine di agevolarne un utilizzo confortevole nei diversi contesti in cui le persone si trovano ad operare.

13. ottimizzazione delle capacità di interazione con lo spazio peri-personale lavorativo: analizzare in condizioni ecologiche le abilità visuo-percettive, le capacità attentive, di esplorazione visiva e i processi di controllo del ciclo percezione-azione, al fine di promuovere il benessere fisico e cognitivo sul luogo di lavoro attraverso lo sviluppo di metodi quantitativi computerizzati di rilevazione e misurazione della fatica visiva-attentiva (astenopia occupazionale) mediante l’analisi della motilità oculare e/o dell’abilità di ricerca visiva, a seguito di attività ad elevato impegno visivo protratte nel tempo;

14. benessere fisico in ambito occupazionale: individuare alterazioni dell’efficienza del sistema muscolo-scheletrico al fine di evitare l’insorgenza di limitazioni funzionali o intervenire in senso riabilitativo, in  caso di disfunzioni conclamate, per garantire il benessere occupazionale. Studiare delle modalità di esercizio fisico personalizzato ed orientato a ridurre le inevitabili conseguenze di un’attività lavorativa ripetitiva che sollecita in modo incongruo degli specifici gruppi muscolari o delle articolazioni, che diventano soggette ad una compromissione funzionale precoce. Realizzazione di interventi mirati per somministrare, in azienda, dei percorsi di attività fisica nell’ambito dell’endurance, della forza o dell’equilibrio. 

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