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Oncologia di precisione e nuove frontiere nella cura dei tumori: intervista alla Prof.ssa Stefania Mitola

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Stefania Mitola

L’oncologia di precisione rappresenta oggi una delle sfide più ambiziose per migliorare l'efficacia dei trattamenti contro il cancro, puntando sull'utilizzo di farmaci progettati in base alle specifiche alterazioni genetiche del tumore di ogni singolo paziente. 

In questo ambito di avanguardia si inserisce l’attività di ricerca condotta presso il Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dal gruppo guidato dalla Prof.ssa Stefania Mitola, il cui progetto quinquennale è stato finanziato da Fondazione AIRC anche per il 2026. Una delle scoperte più sorprendenti del team bresciano riguarda alcune varianti genetiche rare in recettori chiave per la sopravvivenza cellulare, come VEGFR2, EGFR e KIT: contrariamente a quanto si potesse immaginare, queste mutazioni, pur apparendo "spente" o inattive, riescono comunque a favorire la progressione della malattia. Questi recettori mutati agiscono legandosi ai recettori normali della cellula per innescare segnali anomali e incontrollati che ne alterano il metabolismo e ne stimolano la crescita.

Accanto allo studio delle mutazioni genetiche, una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Cell Death & Disease ha gettato nuova luce sul ruolo della matrice extracellulare, ovvero l'impalcatura che sostiene e circonda le cellule. Lo studio dimostra che il tumore non è solo un insieme di cellule maligne, ma un tessuto complesso capace di rimodellare attivamente l'ambiente circostante a proprio vantaggio. In particolare, è stato osservato che l'attivazione anomala del recettore VEGFR2 può rendere il tessuto tumorale più fluido e meno solido, facilitando così la mobilità delle cellule cancerose e la conseguente formazione di metastasi, come evidenziato nei modelli di melanoma e cancro ovarico. Comprendere questi meccanismi dinamici è fondamentale per sviluppare strategie terapeutiche che rendano il tumore più accessibile ai farmaci e all'azione del sistema immunitario. Grazie all'integrazione di tecnologie avanzate di imaging, modelli biologici e screening virtuali, la ricerca mira a identificare trattamenti sempre più sicuri e personalizzati sul profilo genetico dei pazienti.

Guarda la videointervista alla Prof.ssa Mitola