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8 agosto | Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. La tragedia di Marcinelle

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Salme delle vittime della tragedia di Marcinelle

Oggi gli italiani nel mondo sono circa 6,6 milioni, secondo i dati A.I.R.E. forniti dal Ministero dell'Interno. 
Di questi 3 milioni e mezzo circa risiedono in Europa.
Molti di questi  italiani e italiane  sono persone emigrate per scelta lavorativa, espatriate portando con sé un alto livello di formazione (acquisita in Italia) e di professionalità, come testimoniano le circa 270.000 presenze  di nostri connazionali in Belgio, impiegate, assai spesso, presso gli organismi  sovranazionali europei stanziati in quel paese.

Tale presenza costituisce la naturale evoluzione di un fenomeno, quello migratorio italiano, che ha visto numeri sempre più consistenti, in due momenti del secolo scorso: una prima fase che è iniziata con l'Unità d'Italia ed è proseguita fino al fascismo;una seconda,  successiva alla seconda guerra mondiale e durata fino agli anni '80. Furono anni di una emigrazione - per gli italiani che intendevano lasciare la drammatica povertà da cui, spesso,  provenivano-  dettata dalle condizioni di disagio economico e sociale in cui versava il nostro paese in quei periodi. E fu un'emigrazione nella quale i nostri connazionali dovettero subire sfruttamenti, discriminazioni, abusi e perfino razzismo.

Furono anni in cui i nostri connazionali dovettero anche pagare un forte tributo in termini di vite umane recise da spaventosi incidenti sul lavoro.

In questi giorni ricordiamo i nostri lavoratori (naturalmente insieme a quelli provenienti da altri paesi) che persero la vita a Marcinelle (proprio in quel Belgio che abbiamo ricordato oggi essere uno dei punti di approdo di una qualificata emigrazione) nella miniera di carbone  in cui vennero portati a lavorare in condizioni disumane in forza di un accordo post-bellico fra Stati che avrebbe poi generato la CECA, nucleo fondativo della successiva CEE. 
Ma non possiamo dimenticare le altre vittime dell'emigrazione: fra i tanti citiamo i nostri connazionali morti a Courrière (Francia), a Robiei (Svizzera), le vittime italiane morte per la costruzione della diga di Mattmark (Svizzera)  e per la realizzazione dei trafori del S. Gottardo e del Sempione.

L'Università di Brescia intende proporre un commosso ricordo, con animo riconoscente, a favore di tutte queste persone: l'Europa immaginata da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni ha potuto prendere forma anche grazie al loro sacrificio.